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Guide > Sardegna > Villasimius

Scoglio di Peppino

Guida Turistica di Villasimius (CA)

Villasimius, poco più di 3.500 abitanti, è un Comune costiero in provincia di Cagliari e proprio per la sua posizione favorevole, perché vicina al mare, fu abitato sin da tempi remoti come indicano i resti dei nuraghi (XIX - VI secolo a. C.) e le rovine fenicio - puniche (VII - II) e infine romane (III a. C. - VI d. C.). Il nome attuale risale al 1862, perché in precedenza si chiamava Carbonara. Villasimius si qualifica come Comune dedito all'agricoltura, alla pastorizia e all'estrazione del granito. Pur essendo vicino al mare non pratica la pesca, come sarebbe giusto immaginare, ma il mare ha fatto sì che nel tempo, dagli anni '60 in poi, divenisse meta di turismo estivo come attività più importante e redditizia.

Collegamenti

Il modo migliore per arrivare a Villasimius e senz'altro l'aereo. Atterrando a Cagliari, l'aeroporto più vicino che dista circa 50 km. Se si arriva in aereo, il consiglio è quello di noleggiare un'auto per gli spostamenti durante il soggiorno. La Sardegna è un paradiso ma, per la sua natura montuosa, non offre "buone" possibilità di spostamento con i mezzi pubblici, senza auto si rischierebbe di sprecare più di metà della vacanza. Decidendo di andare con la propria auto o motocicletta i porti più vicini sono quelli di Cagliari e Arbatax.

Attrazioni

Chi soggiorna a Villasimius penserà di sognare nel constatare il colore della sabbia o la trasparenza dell'acqua e gli verrà davvero da pensare che l'incanto può finire da un momento all'altro, al risveglio dal bel sogno. Ma non è così.

Se chi pensa di sognare è anche un subacqueo, rompa gli indugi e si immerga per godere di meraviglie veramente uniche in uno scenario incontaminato.

Per un contatto con le meraviglie del mare davvero consigliabile a tutti un giorno in barca a esplorare la costa, a fare il bagno in una caletta di Punta Is Molentis, e poi a fotografare la macchia delll'Isola dei Cavoli o dell'isola a forma di serpente, Serpentara appunto, con la possibilità di ammirare le evoluzioni del falco pellegrino o del cormorano che non ha paura di avvicinarsi ai curiosi... curioso anche lui.

Ma Villasimius offre anche la montagna e il trekking a chi vuole anche questa emozione con il passaggio, a ridosso della costa, verso il Monte MinniMinni per esempio, dove dare sfogo all'amore per la natura, tra boschi e picchi rocciosi e precipizi.

E di ritorno dal trekking, se è un pomeriggio inoltrato, è il momento giusto per fare una sosta e ritemprarsi e osservare lo spettacolo del sole che si immerge lentamente lontano, nelle acque del Golfo di Carbonara.

E una volta a casa è proprio il momento di gustare la cucina locale con la "burrita", a base di pesce gatto, noci e salsina agrodolce, la frittura di "gianchettus" (= pesciolini molto piccoli), il "porceddu", l'agnello, il capretto allo spiedo, con l'aroma di mirto, i formaggi, i dolci come le "sebadas" cosparse di miele o zucchero, le frittelle buonissime, il vino Cannonau Capo Ferrato.

Se ancora c'è voglia di divertirsi, si può concludere la serata immergendosi nella movida notturna tra vie e piazze affollate o al "Pejote" che col suo stile messicano coinvolge mentre si ascolta musica e si guarda la gente che balla.
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