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Guide
Epifania Il termine "Epifania" deriva dal greco epiphàneia, ed è usato per
indicare un'apparizione, un'illuminazione di una divinità con miracoli,
segni, visioni. A partire dal III secolo i cristiani iniziano ad
utilizzare il termine "Epifania" per le manifestazioni divine di Gesù,
come l'adorazione dei Re Magi, il battesimo di Gesù e il primo miracolo
di Gesù, alle nozze di Cana. Successivamente invece il termine viene
adottato per indicare la prima manifestazione pubblica dell'umanità e
divinità di Gesù Cristo ai Re Magi.
Nella religione ortodossa il termine Epifania indica per alcuni una festa che cade il 6 gennaio e viene chiamata Teofania: celebra il battesimo di Gesù Cristo nel Giordano. La visita dei Re Magi, commemorata dai Cattolici il 6 gennaio, viene invece celebrata nelle chiese di rito bizantino insieme al Natale. Quindi con l'Epifania nel mondo cristiano si intende la prima apparizione della divinità di Gesù all'umanità, con la visita e l'offerta di doni, densi di significato storico e religioso, e l'adorazione dei magi, esponenti di un popolo estraneo al mondo mediterraneo ed ebraico. Questa data è molto importante per il mondo cristiano, che ha visto rappresentare la prima manifestazione di Gesù in molte opere d'arte dei maggiori artisti italiani ed europei. Ma già nella Roma antica era celebrata una festa simile. Dopo i Saturnali, i festeggiamenti del Sol Invictus, che cadevano all'inizio di gennaio, i romani festeggiavano i Compitali, che prevedevano delle cappellette per i Lari, divinità domestiche. A ogni cappelletta corrispondeva una famiglia, che contribuiva alla con focacce, bambole e gomitoli di lana, che per tradizione venivano appesi alle porte. Il tutto era destinato principalmente alla servitù. L'Epiphàneia, festeggiata invece in Oriente, è nata intorno al 120
d.C., e ricorda il battesimo del Cristo per opera di Giovanni Battista
nelle acque del fiume Giordano. Alcune sette cristiane ritenevano
infatti che l'incarnazione di Gesù non fosse avvenuta al momento
della nascita, ma durante il battesimo, e scelsero uno dei primi giorni
di gennaio perché la ricorrenza coincidesse con il periodo dei
festeggiamenti del solstizio e del nuovo sole.
Successivamente anche le chiese cristiane d'oriente adottarono il 6 gennaio come ricorrenza, sommando però in questa data quattro eventi simbolici nella vita del Cristo: la nascita, l'adorazione dei Re Magi, il battesimo e le nozze di Cana, primo miracolo di Gesù. È tradizione nel mondo cattolico aggiungere i Re Magi al presepe solo il 6 gennaio. Il cristianesimo occidentale, invece, che si trova di fronte alla
diffusa e rilevante festa del Sol Invictus, non potendo eliminarla,
decide di assorbirla nella nuova religione, ma con un significato
diverso. Il Sol Invictus viene sostituito da Cristo, il "Vero Sole", e
questa trasformazione, attuata in maniera graduale, viene testimoniata
anche dai primi esempi di iconografia cristiana, che rappresentano Gesù
circondato da elementi solari, come la corona radiata, che è rimasta
nella tradizione cristiana come simbolo degli ostensori. La festa
dell'Epifania così intesa si diffonde del mondo cristiano occidentale a
partire dal IV secolo d.C.
L'Epifania è attualmente riconosciuta come festività con effetti civili in Italia, Austria, Croazia, Finlandia, in alcune regioni tedesche, Grecia, Slovacchia, Spagna, Svezia, in alcuni cantoni svizzeri, nella Repubblica Dominicana e nel territorio americano di Porto Rico. A seconda delle diverse culture, all'Epifania sono accompagnati simboli e tradizioni, antiche o più recenti, come ad esempio la Stella Cometa, che guida i Re Magi, i fuochi augurali, le feste popolari, lo scambio di doni, i regali ai bambini, portati in Italia dalla Befana, in Spagna dai Re Magi. La Befana nell'immaginario collettivo è una vecchia che porta doni
ai bambini buoni nella notte tra il 5 e il 6 gennaio. L'origine di
questa figura mitica è incerta, e si ritrova sia nelle tradizioni
magiche precristiane, che nella cultura popolare, che in elementi
folcloristici cristiani, e porta i doni in ricordo dei doni che i Re
Magi portarono a Gesù.
Viene raffigurata con un ampia gonna nera, un grembiule, uno scialle, un fazzoletto o un cappello in testa, un paio di ciabatte, e molte toppe nei vestiti. Si muove su di una scopa, che usa per volare sui tetti e portare doni ai bambini. Probabilmente la figura della Befana nasce come vecchia e brutta perché rappresenta la spoglia natura invernale, che poi rinascerà in un tripudio di colori e vita. Il suo aspetto dimesso, poco curato, che simboleggia tutte le pene passate, assume una funzione apotropaica, rendendo la figura della Befana come una figura sacrificale, motivo per cui è tradizione bruciare la Befana nel pomeriggio del 6 gennaio. Secondo un'altra interpretazione, invece, la festività dell'Epifania, e quindi la figura della Befana, hanno un'origine rurale. Anticamente si celebrava nella dodicesima notte dopo Natale (il solstizio invernale), la morte e la rinascita della natura, identificata nella figura padana di Madre Natura. Secondo la tradizione, Madre Natura, dopo aver profuso tutte le sue energie durante l'anno, appare sotto forma di una benevola strega, secca come un ramo d'albero, che vola per i cieli con una scopa, pronta ad essere bruciata e a rinascere dalla ceneri come una nuova e giovane Natura. Prima di morire, però, porta doni e dolci a tutti. In alcune regioni italiane si eseguono nel periodo dell'Epifania molti riti purificatori in cui si scaccia il maligno, oppure si fabbricano dei fantocci di paglia a forma di vecchia, che vengono bruciati nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, o nel pomeriggio del 6 gennaio. Tuttavia la figura della Befana ha assunto nel tempo anche un'accezione diversa, non più come il simbolo di un periodo di tempo scaduto, ma piuttosto come una nonna che porta doni ai bambini buoni, e punisce quelli cattivi con il carbone, come del resto sono Santa Lucia e Babbo Natale, a seconda delle diverse regioni italiane. Un'altro simbolo importante dell'Epifania è la stella cometa, che,
secondo la tradizione, guida i Re Magi alla grotta di Gesù. Alcuni testi
profetici parlano di una stella luminosa che avrebbe predetto la
nascita del Re dei Re, e secondo i calcoli astronomici, questa stella
dovrebbe essere la cometa di Halley, visibile dalla terra ogni 70 anni.
La cometa è la stessa stella che Giotto raffigura nell'"Adorazione dei
Magi", dipinto nel 1301 e conservato nella Cappella degli Scrovegni a
Padova. L'apparizione della cometa di Halley in quel periodo viene
datata intorno al 12 a.C., data che non coincide con la probabile
nascita di Gesù, collocata tra il 7 e il 4 a.C.
Altri studiosi sostengono che la Stella Cometa che conduce i Magi
non sia la cometa di Halley, ma una congiunzione di pianeti, un evento
molto particolare, e Betlemme si troverebbe proprio nel punto in cui la
luce poteva essere vista meglio, soprattutto dai viaggiatori provenienti
da Oriente.
L'Epifania viene festeggiata nel mondo in vari modi diversi.
In Italia si appende al camino, oppure vicino a una porta o a una
finestra, una grande calza, e si aspetta che passi la Befana, che la
riempirà di dolci e doni, oppure di carbone.
In Spagna i bambini scrivono qualche giorno prima una lettera ai Magi, e la mattina del 6 gennaio si svegliano presto per vedere cosa hanno ricevuto in regalo. La sera prima lasciano fuori dalla porta o sul davanzale della finestra dell'acqua per i cammelli e qualcosa da mangiare per i Magi. In Francia, invece, il giorno dell'Epifania in ogni famiglia si fa un dolce, e all'interno vi si nasconde una fava: chi la trova diventa il re o la regina della festa. In Islanda il 6 gennaio è chiamato "il tredicesimo", perché è a tredici giorni di distanza dal Natale. È l'ultimo giorno del periodo natalizio, il giorno in cui si saluta il Natale. La giornata inizia con una fiaccolata, alla quale prendono parte anche il re e la regina degli elfi; a metà strada si aggiunge il tredicesimo Babbo Natale, l'ultimo, e la fiaccolata si conclude con un falò e dei fuochi d'artificio. In Romania è tradizione che i bambini bussino alle porte e chiedano di entrare per raccontare una storia, ricevendo qualche moneta come compenso. Sempre il 6 gennaio i preti passano a benedire le case. In Grecia, l'Epifania è chiamata "Festa delle Luci", e prevede una benedizione delle acque il giorno precedente l'Epifania, durante la messa. Dopo la messa, il sacerdote visita tutte le case e "benedice e illumina", ovvero sparge acqua con un ramoscello di basilico. Sempre il giorno della vigilia dell'Epifania, i ragazzi girano per le case intonando canti tradizionali. Il giorno dell'Epifania, invece, viene impartita la benedizione solenne, e la Croce viene immersa nel mare, in un fiume o in una cisterna d'acqua al termine di una processione solenne. Al momento della benedizione, il sacerdote lancia in mare o nel fiume la Croce, e chi vuole si tuffa per riportarla in superficie. Chi riesce a prenderla potrà sfilare per la città e ricevere una mancia dai presenti. |
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